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Animazione e promozione della partecipazione civica sui più importanti problemi collettivi


27 Febbraio 2011 - Politica

Giovani e politica

Rinnovare la classe dirigente
portando nuova linfa nei Partiti

'Più semplice dichiararsi a-partitici e parlare dei fili dei"capibastone"'
-- Commenti di: F.F.

Senso civico

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Giovani siate coraggiosi !

Non ci crediamo abbastanza e in fin dei conti non siamo molto interessati. Lasciamo fare agli altri, a quelli che da una vita sono in politica, a quelli che, prima, hanno iniziato sicuramente per passione ma che ora non riescono più a mollare la presa perché convinti di essere gli unici in grado di fare la politica, senza rendersi conto che non riescono, oppure, egoisticamente non intendono fare spazio.

Continuiamo ad etichettare tutto e tutti di falso rinnovamento; continuiamo a sostenere, ma basta anche solo insinuarne il dubbio, che qualsiasi persona organica ai partiti, anche giovane, si trovi sempre sotto le ali protettive dei vecchi capi bastone che, nell’ombra, decidono e continuano a tirare i fili confermandosi esperti burattinai. Sarà anche vero, ma non mi sembra che questo motivo sia sufficiente a farmi desistere dallo sperare, tentare e credere che qualcosa possa migliorare ed elevare il modo dell’agire del governo del nostro paese.

Sono sempre più convinto che il rinnovamento delle persone, ma soprattutto del modo di fare politica, non possa prescindere dai partiti politici e allora la partecipazione attiva dentro l’organizzazione partitica deve essere, forse, il primo passo che la comunità civile deve fare. Dobbiamo partecipare maggiormente alla vita partitica, ognuno secondo i propri convincimenti, al fine di rinnovare la classe dirigente dall’interno portando nuova linfa vitale e non solo facendo sentire la nostra flebile voce, nei periodi elettorali. Questo secondo me è il vero problema.

Dobbiamo riappropriarci dei modi di fare politica, delle sedi a ciò deputate, ridefinendo peraltro sistemi che consentano di fare formazione politica a favore delle nuove generazioni. Capisco che è più semplice o più comodo dichiararsi a-politici, a-partitici e provenienti dalla comunità civile. Questo può essere l’inizio ma secondo me non basta, bisogna rimboccarsi le maniche ed entrare con coraggio nella mischia.

Stare dentro e provare a promuovere il cambiamento dall’interno. Dai partiti dobbiamo partire e soprattutto dai grandi partiti, che ci piaccia o no. Allora rivolgo ai pochi giovani dirigenti presenti nei partiti il seguente appello: siate coraggiosi, provate a spezzare il cordone ombelicale che ancora vi lega alla vecchia politica, avviate la massima partecipazione nei vostri partiti, aprite le vostre sezioni, promuovete il tesseramento, riqualificate i ruoli della vecchia dirigenza con spirito di integrazione dei saperi e delle esperienze e non verso l’esclusione. Lasciate perdere la pancia della gente, siate in grado di tenere il timone della barca, tracciate la rotta.
Buona Fortuna.





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Commenti:
  1. Antonella Asoni - 05 Marzo 2011

    Quello scomodo

    Ciao Senso civico, Non sono d'accordo con te, semplicemente perchè penso che tu non abbia capito veramente quale sia lo scopo di queste riunioni il nostro gruppo è nato vari mesi fa per un unico scopo, fare da tramite tra cittadini e politici. Dare voce ai cittadini che vivono dei problemi e vogliono risolverli. Penso che la nostra posizione sia abbastanza chiara,ti assicuro non di comodo,se fosse stata di così allora non avremo ricevuto tante critiche,sia per l?organizzazione sia per quello che stiamo facendo. Il nostro scopo era smuovere un pò le acque, mettere in evidenza i problemi che esistono a Sinnai, esponendoci in prima persona, parlando con i cittadini e i politici (anche se pochi). Non siamo schierati con nessun partito, perchè pensiamo che se si vuole veramente cambiare qualcosa bisogna farlo anche da fuori, senza nessun interesse se non quello del bene della comunità. Quando si entra in un partito,a volte si perde il vero scopo del proprio mandato, cioè aiutare la comunità a migliorare. Esistono vari modi per essere utili alla Comunità, noi abbiamo scelto quello più scomodo,perchè non abbiamo l?appoggio di un partito ma solo di noi stessi e delle persone che sono venuti ai nostri incontri. Probabilmente se fossimo rimasti a casa a lamentarci o a criticare il lavoro degli altri senza esporci in prima persona, allora ti avrei dato ragione, ma noi siamo qui e siamo attivi e tu Senso Civico cosa fai per Sinnai?

  2. Nicola Lecca - 04 Marzo 2011

    Buona fortuna

    Mi celo dietro uno pseudonimo perché… ho un motivo. Sono un personaggio noto…. No, sono un giovane della politica che preferisce non esporsi altrimenti mi posso “bruciare” politicamente ed i miei “capobastone” mi bastonano… No! Sono un cittadino qualunque che non vuole apparire altrimenti tutti quegli “avvoltoi” politici di professione mi assillano per far parte delle loro liste e prestare la mia faccia ai loro giochi… Nooo! Mi celo dietro uno pseudonimo perché voglio essere libero di dire quello che penso, persino criticare con eleganza destra, centro e sinistra! Ed il tutto senza compromettermi… Non mi impegno direttamente in politica perché ho un posto di lavoro precario da difendere… in più ho famiglia… in più… ho i miei impegni. Non volermene Senso civico, ho voluto fare un esercizio di fantasia sulla tua identità. A differenza di Marco Asuni e F.F., ecco il bello di far confluire idee e posizioni diverse in un proposito comune, penso che vi sia una qualche forma di accoglienza nei partiti. Sia chi si espone in prima persona e sia chi stà dietro le quinte a dare il proprio contributo, tende ad accattivarsi per primo il "nuovo che avanza", con le ragioni più condivisibili. Ciò che lascia perplessi è il reale obiettivo di tale accoglienza selettiva anche perchè provveniente da partiti contrapposti. In commenti precedenti ho già scritto a proposito del ruolo dei partiti ed a quello aggiungo che essi restano l’unico strumento solo finché noi cittadini, anche tu caro senso civico, ci accontentiamo del loro operato senza cercare forme diverse dai partiti e che ne correggano le distorsioni sotto gli occhi di tutti e salvino ciò che di molto buono conservano. Tanti dicono che li si può cambiare da dentro, altri dicono che si fa prima a creare qualcosa di totalmente nuovo. Non mi convince la conclusione “Buona Fortuna.” Te ne lavi le mani? Dai il buon esempio, entra nel partito che rispecchia i tuoi ideali e che persegue l’interesse della comunità secondo i modi che condividi. Sii coraggioso, per primo, collabora con loro, tra le varie difficoltà, per modificarne dall’interno i meccanismi che non condividi o recrimini. Prendila come missione, farai capire a tanti altri che ciò che dici è fattibile, concordo con te, è proprio necessario che tutti si rimbocchino le maniche! Circa le definizioni “apolitici” (chi è estraneo o non si occupa di politica) la respingo senza appello, mentre “apartitici” (che non appartiene e/o non dipende da nessun partito) è una semplice notizia storica, il giorno della stampa della locandina nessuno degli organizzatori possedeva una tessera di partito, ciò non escludendo diverse scelte successive e tanto meno voleva essere fraintesa come demonizzazione dei partiti o delle mosche bianche che seriamente lavorano al loro interno, per l’esterno. Quando sento dire i “giovani” nella politica, sorrido un po, perché nelle varie occasioni in cui alcuni dei cosiddetti “vecchi” della politica ne parlano, subito spostano la discussione sulla sola accezione anagrafica del termine, probabilmente per due motivi. Il primo è, forse, spostare l’attenzione dai concetti cardine, sottolineando l’inesperienza dei giovanissimi, omettendo di raccontare che la stessa inesperienza è perpetuata da chi non cede il testimone per dar spazio alla cosiddetta nuova linfa. La seconda per banalizzare gli effetti dirompenti di soggetti diversi-nuovi all’interno dei circoli chiusi e gestiti “intra nos”. Ovviamente si cade più in basso con la solita cantilena “Conosco giovani con le idee vecchie e sessantenni con idee più giovani dei diciottenni rassegnati e pessimisti!” Da malpensante di certi meccanismi della comunicazione, potrei anche supporre che questo tipo di affermazione avrebbe la funzione di ricostituire la propria immagine politica (sbiadita dai risultati) attraverso la denigrazione dell’interlocutore avvertito come avversario “pericoloso” nel raggiungimento della ambita “preda”. Mi unisco alla tua esortazione ai “giovani dirigenti presenti nei partiti”, affinché siano promotori di cambiamento.

  3. Marco Asuni - 03 Marzo 2011

    Respirare aria nuova

    Caro Senso Civico, permettimi di esprimere un'opinione differente dalla tua. Al contrario, siamo molto interessati, e lo dimostrano i cinque incontri che un gruppo di giovani "senza etichetta" ha realizzato poco tempo fà. Io ero, sono e sarò con loro. E siamo anche disposti a lasciar fare agli altri, intendendo per "altri", quelli nei quali ci identifichiamo. Il fatto di essere senza partito è una chiara risposta ai partiti o movimenti che attualmente ruotano attorno all'amministrazione comunale, proprio come fanno i lupi attorno alla preda, scusami l'accostamento. Sostieni anche che si continua da troppe parti a essere troppo prevenuti riguardo a qualsiasi persona, anche giovane, che una volta entrata a far parte di un qualsiasi partito, automaticamente sia "manovrata"... allora i cittadini come me vorrebbero, in risposta una chiara presa di posizione per capire che non è così. Chiedi poi ai giovani di partecipare alla vita partitica. Io dico che alcuni già lo fanno, magari non internamente ai partiti, magari ai margini. Dopotutto si può fare politica e dare il proprio contributo anche dal di fuori, anche se l'azione poi potrebbe essere meno incisiva, ma questo è opinabile. Parlando di politica, sorgono spontanee delle domande. Mi sono sempre chiesto che ruolo attivo hanno quei personaggi che ruotano attorno ai partiti e che non si fanno mai sentire o vedere ai tanti incontri pubblici. Il signor Ignazio Pau. Il signor Cesare Moriconi, il signor Gemiliano Mura. Giusto per fare qualche esempio. Spesso mi capita di pensare di loro come se fossero degli esperti burattinai. Fatemi capire che non è così. Pensando queste cose, se fossi stato all'interno di un partito mi avrebbero già allontanato. Neanche io, come F.F., vedo molta disponibilità all'accoglienza dei giovani che amano fare la vera politica. Comunque sono fiducioso. Chissà che non appai a all'orizzonte qualche candidato Sindaco che sappia veramente spezzare vecchie catene arrugginite e abbia il coraggio di dare un svolta innovativa al nostro paese! Se così fosse avrebbe il mio consenso e, tacitamente quello dei figli che rappresento. Facciamo respirare al paese un'aria nuova.

  4. F.F. - 28 Febbraio 2011

    MI spiace

    Mi spiace ma stavolta non mi trovo per nulla d'accordo con Sensocivico. Se i giovani d'oggi non si muovono e si dichiarano a-politici o a-partitici forse le ragioni di questa disaffezione le si debbono cercare altrove e non in una scelta di "comodo" degli stessi. A parte il fatto che di giovani (a destra e sinistra) nella nostra amministrazione comunale ne vedo e anche abbastanza...non vedo però sostanziali miglioramenti nella gestione del nostro territorio. Ovviamente non sto giudicando nessuno, perchè come giustamente dice Sensocivico bisogna anche trovarcisi a governare un territorio vasto come quello di Sinnai prima di giudicare. Il problema è che i partiti, per me, sono un'istituzione vecchia, gerarchica e poco democratica, sicuramente non basata sul merito ma sulla fedeltà degli iscritti e degli aspiranti candidati. Chi ambisce a cariche più impegnative del semplice simpatizzante deve sottostare, probabilmente di malavoglia, alla linea generale del partito che molto spesso non coincide con il bene della comunità ma dei singoli individui. A forza di praticarla in questo modo la politica poi non si riesce più ad agirla in altro modo. Credo molto di più nei movimenti spontanei-organizzati dei cittadini, a-partitici, giovani e non, che gratuitamente ( senza alcun interesse personale da far prevalere) si attivano animando incontri che tentano un avvicinamento con le "sedi a ciò deputate" che di norma sono precluse al cittadino. Il discorso di Sensocivico avrebbe tutto il mio accordo se da parte dei partiti ci fosse questa disponibilità all'accoglienza dei giovani che vogliono buttarsi in politica, che vogliono "cambiare" la gestione del nostro paese. Ma ciò che lui ha descritto è una situazione che non c'è...almeno non a Sinnai.

 

 

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